Nel Mar del Tramonto c'era un'Isola

Più cerchi, più trovi… Così – misurando sulla mappa del mondo – ci si accorge che il Mediterraneo Occidentale è davvero al Centro del Mondo, e che la Sardegna – al Centro di quel Centro Marino – spacca in due il 40° parallelo nord che gli Antichi definivano la sacra Linea degli Olimpi, e che a Sorgono, cuore dell’Isola, ci sono 200 menhir 200 più antichi di Stonehenge, come a segnalare nel tempo e nello spazio una geografia che sprofonda indietro nei millenni.

Un’Isola strana, la Sardegna: quasi assente dai libri di testo, mal’intesa per tutto il Novecento, tradita ancora oggi dalla fanta-archeologia indigena che – senza prove, senza logica – la fa conquistare dai Fenici nonostante le centinaia di nuraghi che sorvegliavano vista mare ogni approdo possibile.

Eppure… L’ISTAT certifica: «Il primato mondiale della Sardegna antica. Recentemente l’Istat ha pubblicato i dati del patrimonio archeologico italiano che, com’è noto, è forse in assoluto il più importante del pianeta. I dati sono stati elaborati e visualizzati dal SSEO, l’osservatorio di studio che si occupa di elaborare le statistiche che riguardano la Sardegna, evidenziando come quasi un quinto del patrimonio archeologico del Paese appartenga alla Sardegna. La Sardegna ha un patrimonio archeologico quasi un quinto della nazione del mondo con il più grande patrimonio archeologico della terra. Ovvero, la Sardegna ha un patrimonio archeologico superiore a regioni che hanno determinato la storia antica di questa parte di mondo, come il Lazio, la Toscana, la Sicilia».

Regge la parte, dunque, la Sardegna di un’Isola in grado di meravigliare chiunque ci arrivasse prima del disastro che gli Antichi raccontano?

Ci sono davvero due Sardegne? Quella della vita bella, ricca, ospitale, giramondo, e l’altra abbandonata, malarica, sepolta viva dal suo mare?

Michel Gras sembra intuirlo: «…un’annotazione importante, da sottolineare, perché essa sottende tutta la tradizione che vuole nella Sardegna una terra inospitale “che volta le spalle” all’Italia. Questa tradizione ne ha rimpiazzata un’altra che faceva dell’isola un Eldorado fertile...» (in La Sardegna nel mondo mediterraneo. Da CdE, cap.XXXII, p. 475)

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