Platone: "Al di là delle Colonne d'Ercole c'era un'isola, l'Isola di Atlante..."

Ercole mentre pianta le sue Colonne… (Miniatura di anonimo del XV secolo).

Le Mappe del Dubbio. Lo Stretto di Gibilterra. Vittorio Castellani spiega nel suo libro che un abbassamento di 200 metri non è in grado di chiudere il collegamento a Gibilterra tra Mediterraneo e Oceano. Nella pagina seguente: lo Stretto e il Canale di Sicilia. Sottraendoli qui, quegli stessi 200 metri d’acqua, Malta si salda alla Sicilia. E la Tunisia

"Era lì al Canale la Cortina
di ferro dell'Antichità."

Primo Grande Dubbio: erano davvero a Gibilterra, fin dall’inizio, le Colonne d’Ercole? E perché laggiù dove i Greci non arrivavano? E non era più logico che un segnale di paura come le Colonne venisse dato al Canale di Sicilia, ancora oggi la zona più assassina del mondo?

E la Tunisia arriva quasi a toccarla. Sciogliendosi, i ghiacciai hanno liberato quell’acqua che ora nasconde i fondali bassi e li ha trasformati nei più pericolosi del Mediterraneo.

La geografia svela la storia

STRABONE

geografo onesto...
che negli anni di Cristo non sa più dove fossero, ha incoraggiato fin dall’inizio la ricerca. L’autorizzazione a osare è arrivata da Sabatino Moscati*, il Grande che scrisse: «Cartagine, sembra evidente, volle calare come una Cortina di Ferro a metà del Mediterraneo, per sbarrare ai Greci la via dell’Occidente: di tale Cortina di Ferro possiamo ormai seguire la dislocazione dal Capo Bon, su per Pantelleria e Malta fino alla Sicilia occidentale e al territorio sardo: queste sono le premesse dello scontro con Roma». *In Quaderno N. 238 dell’Accademia Nazionale dei Lincei del 1978 (in Colonne d’Ercole, un’inchiesta - Capitolo XXI, p. 251). Altri testimoni si aggiunsero: l’inchiesta divenne un libro (oggi all’XI ristampa) che ha interessato chi ancora si diverte a ragionare: Unesco, Accademia dei Lincei, Museo delle Scienze di Torino…

PLATONE

filosofo
"Al di là di di quella bocca che voi chiamate Colonne d'Ercole..."
"...un'isola da cui raggiungere altre isole e il continente che tutto circonda."

Andrea Carandini: «…Quando Frau ha pensato che le Colonne d’Ercole… sì, a partire da un certo momento sono state a Gibilterra, molto più a occidente… ma che in un primo tempo si trovassero proprio, diciamo, intorno a Pantelleria, in questi luoghi bassi e pericolosi… E tutto questo poi – a cui nessuno veramente aveva pensato – è parso a noi archeologi, sia archeologi del Maghreb sia archeologi del mondo latino-etrusco – come un qualche cosa di molto logico e di molto verosimile…» (intervista al TG1 Storia di Roberto Olla, 16/10/2006, in occasione della mostra/convegno all’Accademia dei Lincei, intitolata Atlantikà: Sardegna, Isola Mito).

Rientrano nel Mediterraneo i racconti degli Antichi che Gibilterra aveva esiliato nell’Oceano

Luciano Canfora: «In antico, il pericoloso confine delle “colonne d’Ercole” era costituito dal canale di Sicilia, là dove Sicilia e Tunisia quasi si toccano. Solo in epoca ellenistica quel simbolico confine fu spostato e localizzato a Gibilterra. E’ la tesi argomentata da Sergio Frau, noto viaggiatore nello spazio e nel tempo, in un originalissimo libro appena uscito: Le colonne d’Ercole, un’inchiesta … Dopo Alessandro, e grazie alla sua marcia verso l’Afghanistan, il mondo era divenuto più grande. A Ovest il contraccolpo di quella spettacolare marcia consistette nello spostare il “confine” ancora più a Ovest. Non a caso è proprio ad Eratostene, cioè ad un uomo-simbolo della scienza del III secolo avanti Cristo, della scienza dominante nel mondo scaturito dalle conquiste di Alessandro, che si deve lo “slittamento” delle colonne d’Ercole, dal canale di Sicilia a Gibilterra… (Corriere della Sera, 7/6/2002).

Malta, il Canale, Cartagine e le due isole sacre a Herakles e Giunone nell’Atlante di Tolomeo
conservato nella Bibliothèque Nationale de France.

www.colonnedercole.it www.colonnedercole.info

Un particolare de Veteris orbis climata ex Strabone. Utile per misurare le strane distanze tra Alessandria, Cartagine e le Colonne di Gibilterra contenute negli scritti – patchwork dello Pseudo Scilace

La Grande Isola d’Occidente – Regno di Atlante – nei racconti di Platone & C. Identikit dell’Isola Mito

"Aveva una pianura, la piu bella di tutte..."

PLATONE

filosofo
"Per due volte l'anno vi si raccoglievano i prodotti della terra"

OMERO

filosofo
"L'Alito di Zefiro vi soffia senza posa..." Pera su pera appassisce, mela su mela, e presso il grappolo il grappolo, e il fico sul fico..."

E se riaffiorasse ora? Adesso? E d’improvviso. A sorpresa. Se, da mezzo al mare, riapparisse d’incanto un’isola? E se succedesse proprio al di là delle Colonne di Eracle, quelle appena tornate al Canale di Sicilia? E se fosse al centro di tutte le rotte più antiche? E se quest’isola ci si ripresentasse ora, ma com’era 3200 anni fa? Viva, ricca, verde e strabiliante? Con ottomila gigantesche torri? E con tutte le altre che ora non ci sono più? E anche con tutti quelli che, allora, sapevano costruirle? E con la frenesia di vita che doveva circondarle? Con le necropoli “anatoliche” rosse e gialle del 3000 a.C.? E con quella ziggurat strampalata messa lì, da 4300 anni? E con tutti i metalli del mondo? E con un clima che è, quasi sempre, primavera? Con le palme, i cervi, l’oricalco? E fiumi d’argento, e isole di piombo, e monti di ferro, e pietre di fuoco, e sorgenti di acqua calda? E con i vecchi più vecchi del Mediterraneo? Se riapparisse all’improvviso - però ora, adesso, subito - un’Isola, in mezzo al Mare d’Occidente? Con tutti i suoi colossi. Con antichissimi, leggendari primati. Già antica anche per gli Antichi. E con il Gennargentu messo lì, con quel suo nome che sbrilluccica, a far da segnale, a ricordare oro bianco e porte magiche... Messo lì, come a indicare “la Rotta”... Se riaffiorasse ora?

Chiudi il menu